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Debito Italia, dubbi su calo via vendita immobili-economista Fmi
Maggio 16, 2008, 11:16 am
Archiviato in: Fmi, Immobili, economista | Tag: , , , , ,

MILANO (Reuters) – La riduzione del debito pubblico in Italia attraverso la cessione di asset non finanziari, in primis gli immobili, non manca di controindicazioni, dalle abbondanti difficoltà pratiche al possibile parallelo indebolimento della disciplina fiscale.

Ad affermarlo è Stefania Fabrizio, economista Fmi, in un paper di discussione dell’istituzione internazionale intitolato “Should Italy sell its nonfinancial assets to reduce the debt?”.

Le cessioni di immobili, afferma l’economista, se condotte propriamente, possono avere il merito di renderne l’utilizzo più efficiente, ma il trade-off tra vantaggi e svantaggi porta a dire che l’effetto netto è quello di un limitato di consolidamento fiscale, non quello di sostituirlo.

L’altro Paese – il Belgio – entrato nella zona euro con un debito/Pil molto elevato lo ha ridotto, molto più dell’Italia, senza un pesante ricorso a vendite straordinarie ma utilizzando piuttosto una disciplina fiscale più rigorosa.

Un piano strategico di gestione del patrimonio immobiliare pubblico aiuterebbe ad identificare gli asset in surplus e a generare risparmi attraverso un utilizzo più efficiente degli asset mantenuti in possesso della PA.

Da un lato, spiega il paper, questo indicherebbe le priorità e aumenterebbe la trasparenza del processo di vendita, dall’altro migliorerebbe l’efficienza della gestione degli immobili e, quindi, creerebbe risparmi permanenti, che aiuterebbero il miglioramento della finanza pubblica, riducendo la necessità di misure straordinarie.

Ma, scrive l’economista del Fondo, al di là della praticabilità c’è materia per attendersi che la vendita di asset crei l’illusione di spazio fiscale, mettendo in pericolo la disciplina fiscale e riducendo, quindi, l’effetto netto finale.


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